NOMAD MUSEUM

L’AirBnB dell’arte contemporanea

Tutti i progetti di Luca Rossi Lab realizzati tra il 2009 e il 2021 sono disponibili solo sul sito di Nomad Museum

Intervista di Luca Rossi a Jane Blue fondatrice di Nomad Museum

Nomad Museum è un museo che si può manifestare ovunque. Nasce con 15 progetti di Luca Rossi realizzati tra il 2009 e il 2021 ma chiunque può proporre il suo intervento. Per vedere e vivere ogni intervento viene pagato un biglietto e il suo autore può così ricevere un guadagno. 

Luca Rossi: Perchè la necessità di un nuovo museo e perchè la sua sede è rappresentata da un ex manicomio chiuso e sigillato?
Jane Blue: Un nuovo museo è necessario per capire che il vero museo oggi è avere “nuovi occhi”.Proprio per questo la sede fisica di questo museo nomade è chiusa e sigillata. Per metterci alla prova su questa convinzione e per sottolinerare come le location di questo museo siano altrove.
Luca Rossi: Come definiresti questo “altrove”?
Jane Blue: Partendo dai progetti che tu hai realizzato in questi anni questo altrove, le location di questo museo, sono qualcosa di molto esteso e allo stesso tempo di molto intimo e privato. Questo museo può essere dove ti trovi adesso, a casa tua o in luoghi più usuali e convenzionale. Non ci sono limiti.
Luca Rossi: Chiunque può proporre un suo progetto. Come funziona questa selezione?
Jane Blue: Chiunque può proporre un progetto che poi sarà analizzato dal direttore del museo e da un piccolo comitato di gestione. Se il progetto viene approvato verrà promosso dal museo e il biglietto che il pubblico acquisterà potrà assicurare un guadagno all’autore del progetto stesso. 
Luca Rossi: In parole povere è come una sorta di AirBnB dell’arte contemporanea. L’uovo di Colombo. Qual è il prossimo step?
Jane Blue: Il prossimo step è promuovere i 15 interventi già visitabili e l’opportunità che chiunque proponga nuovi interventi. Sarà poi necessario ricercare fondi per ottimizzare l’organizzazione e la promozione dei progetti. In futuro ci piacerebbe invitare artisti e curatori per chiamata diretta.
Luca Rossi: Ho notato che non c’è una versione inglese. Una scelta?
Jane Blue: Una scelta. Avremo potuto realizzare da subito anche la versione inglese ma vorremmo focalizzarci sulle possibilità dell’Italia e fare a meno, almeno per una volta, dell’ansia di inseguire la scena estera come se questa fosse il paradiso terrestre. Una volta consolidato il progetto non escludo ovviamente la traduzione in inglese.
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