a project by luca rossi

venice biennale – new museum  tate modern – stedelijk museum – maxxi museum – prada foundation – whitney museum – guggenheim museum – walker art centre – serpentine gallery – documenta 14 – hauser&wirth – centre pompidou – marian goodman gallery – barbara gladstone gallery – continua gallery – massimo de carlo gallery – gavin brown  gallery – punta della dogana – where you are 

-10th february 2017 – indefinitely- 

ENG VERSION

“la mostra più stupida che ho fatto, quindi la migliore” (Luca Rossi) 

Una mostra da vedere dove siete e in 19 luoghi diversi. Un nomadismo immobile. Fernando Pessosa diceva che per viaggiare basta esistere. “Se immagino vedo. Che altro faccio se viaggio? Soltanto l’estrema debolezza dell’immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire.”

“La nuova Vanessa Beecroft è Luca Rossi” (Artribune) 

“Luca Rossi è la personalità artistica più interessante in Italia” (Exibart) 

>> per maggiori informazioni: lucarossicampus@gmail.com

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stedelijk museum

“Se non capisci una cosa cercala su You Tube” 

materiali vari / 20 sedi diverse.

 

“Invece che subirla o resistervi per inerzia, il capitalismo globale sembra aver fatto propri i flussi, la velocità, il nomadismo? Allora dobbiamo essere ancora più mobili. Non farci costringere, obbligare, e forzare a salutare la stagnazione come un ideale. L’immaginario mondiale è dominato dalla flessibilità? Inventiamo per essa nuovi significati, inoculiamo la lunga durata e l’estrema lentezza al cuore della velocità piuttosto che opporle posture rigide e nostalgiche. La forza di questo stile di pensiero emergente risiede in protocolli di messa in cammino: si tratta di elaborare un pensiero nomade che si organizzi in termini di circuiti e sperimentazioni, e non di installazione permanente, perennizzazione, costruito. Alla precarizzazione dell’esperienza opponiamo un pensiero risolutamente precario che si inserisca e si inoculi nelle stesse reti che ci soffocano.”
Nicolas Bourriaud

Viviamo una sovrapproduzione di contenuti dove chiunque è consumatore e produttore. Per questo non è necessaria l’ennesima opera, l’ennesima “trovata artistica”, ma un criterio, senso critico per fare le differenze fra i contenuti stessi. In questi 19 contenitori troverete sempre lo stesso standard, una versione più sincera delle tante sfumature uguali che trovate in gallerie e musei. La scultura, aiutata dal titolo, fornisce questo criterio per fare le differenze tra miliardi di contenuti. Nella sovrapproduzione quotidiana di contenitori e contenuti questa “installation view” ci apre ad un universo di micro-mondi in quotidiana crescita. Ogni giorno, ogni ora, quest’opera sarà uguale ma profondamente diversa, sarà immobile ma velocissima, perché sempre nel “luogo” in cui ti trovi a leggere questa pagina. La rigidità e l’incomprensibilità della scultura aprirà ogni giorno, ogni ora, a micro-mondi diversi. Infatti nuove persone caricheranno contenuti senza dare un titolo e lasciando il titolo consequenziale del proprio smartphone (in questo caso IMG_3338). L’inaccessibilità fisica e incomprensibile della scultura invita la tua azione diretta: “cerca IMG 3338 su You Tube”. Apre ad una vitalità ossessiva e indiscriminata fatta di tante esperienza diverse e sottilmente poetiche. Apre a immagini e situazioni che sarebbero rimaste nascoste perché prive di un titolo che le possa caratterizzare.

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prada foundation

 

whitney museum

 

Immobilismo, velocità, chiusura, apertura, caos, ordine. L’opera vive ma in uno stato potenziale. Chiunque la può far precipitare in un ‘oggetto o scriverla sul muro di casa. Su questo sito è anche possibile acquistarne una versione in ceramica nera di Castelli (ogni lettera 50x50x10 cm) realizzata nell’estate 2014 per una mostra curata da Giacinto Di Pietrantonio. E’ inoltre possibile acquistare alcuni multipli di questo progetto per poter sostenere progetti futuri:

CLICCA QUI SE INTERESSATO AD ACQUISTARE L’OPERA IN CERAMICA E I MULTIPLI

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guggenheim museum

barbara gladstone gallery

 

Un progetto “cretino” (dalla parola “cristiano” come colui sempre pronto a porre l’altra guancia), proprio perché le soluzioni più intelligenti sembrano trovare subito gli anticorpi per essere annullate e omologate alla sovrapproduzione dilagante. C’è qualcosa di autistico, ossessivo e ostinato, forse folle, nell’installare 19 volte questa sigla incomprensibile. Un’energia e un’ossessione che potremo definire “antifragile”. “Fragile” sarebbe continuare a proporre l’ennesima opera destinata a sparire, “rigido” sarebbe “fare le cose per bene”, diventare come Cattelan, costretti a posture rigide e stanche.

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venice biennale

new museum

“Se non capisci una cosa cercala su You Tube” 

materiali vari / 20 sedi diverse.

tate modern (tanks)

walker art centre

serpentine gallery

documenta 14

hauser & wirth gallery

punta della dogana

centre pompidou

barbara gladstone gallery

continua gallery

massimo de carlo gallery

maxxi museum

gavin brown

 

“Se non capisci una cosa cercala su You Tube” 

materiali vari / 20 sedi diverse.

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