Occupazione. Protesta. Nei confronti di un sistema dell’arte arenato negli anni ’90, tra Ikea Evoluta e Giovani Indiana Jones. Un sistema autoreferenziale che per quattro ragioni ben definite (lo spieghiamo qua) può permettersi di essere come una pizzeria senza clienti e che cucina delle pizze poco buone. 

Viviamo un inquinamento e un bombardamento di opere, informazioni e contenuti standard che nessuno ha interesse a differenziare in modo critico. In fondo a Google non interessa cosa cerchi, ad Amazon non interessa cosa compri e a Facebook non interessa cosa posti. L’idea di “bellezza contemporanea” sembra risiedere non tanto nel singolo contenuto ma in un sistema capace di selezionare, ordinare e gestire i contenuti stessi. Non esiste la “Cappella Sistina” contemporanea ma tante “piccole bellezze” che possiamo postare su i social e che si eliminano fra loro. Non a caso l’opera di Banksy, a pochi centimetri dall’autodistruzione, aumenta il suo prezzo, a testimoniare, ancora una volta, come il contenuto sia irrilevante. 

 I “contenuti standard”, a pochi centimetri dall’essere eliminati, saranno rappresentati dalle pizze che arriveranno alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a partire da Giovedì 18 ottobre 2018. Ma la mostra presenta altri sei interventi di cui uno pensato come tour-performance il 3 e 4 novembre 2018 presso la Fiera d’arte Contemporanea Artissima (qui le iscrizioni). 

Ognuno di noi è chiamato a passare dalle parole ai fatti con una piccola azione (come prenotare una pizza) che possa diventare il principio di un atto rivoluzionario. Infatti se guardiamo le politiche degli stati moderni degli ultimi 20 anni, si tratta di “politiche di galleggiamento”, dove nulla può cambiare in modo sostanziale, e dove quindi la scelta del singolo individuo può valere 10-20 volte quella di un Capo di Stato. Come se l’unico cambiamento, l’unica rivoluzione, possa avvenire nella dimensione privata di ogni singolo individuo. Quella dimensione dove è in parzialmente “installata” la mostra che vedrete scorrendo questa pagina. L’arte, come palestra per allenare la nostra capacità di vedere, crea una ricchezza, un vero reddito di cittadinanza.

Una mostra realizzata “da fermi”, senza recarsi presso la Fondazione, e che può essere vista da fermi. Adesso, scorrendo questa pagina. A cinque dei sette interventi è abbianata un’opera o un multimplo che è possibile acquistare subito tramite PayPal.