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Elezioni politiche 2018: come fossimo in terza elementare.

  “Devi andare a votare poco convinto, devi fare il tuo intervento” (Giorgio Gaber)   Io non ho votato, perché tutti i leader politici in queste elezioni hanno cercato di assomigliarsi. Siamo stati chiamati a votare sensazioni e simpatie, sfumature. Chiunque conosca le politiche degli stati moderni sa che ogni governo può, nel 2018, percorrere solo una strada politica. Non è tanto “cosa” si decide di fare, ma “come” lo si decide di fare. Oltre ovviamente alle sensazioni e simpatie amplificate realmente, per la prima volta, dai social in queste elezioni 2018. Dopo la caduta delle contrapposizioni ideologiche del...

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Perchè valorizzare un giovane artista oggi è un boomerang pericoloso?

Negli ultimi 20 anni in Italia l’arte contemporanea ha fatto molta fatica nel ritagliarsi uno spazio di dignità all’interno del dibattito pubblico. Questo è avvenuto e avviene per diverse ragioni.   La prima è sicuramente il peso dell’arte antica del passato che rischia sempre di monopolizzare l’attenzione quando si parla di arte e cultura. Unito a questo si dice che “l’arte contemporanea” è difficile anche se lo studio dell’arte del passato implica anche maggiori difficoltà nel godere di un linguaggio spesso anacronistico e legato ad altre epoche. Va detto che tutta l’arte può essere considerata contemporanea, ma sicuramente la...

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Dio è morto?

  Durante l’800 molti filosofi, tra cui Nietzsche, prendono atto che “Dio è morto”. Dio non è solo il Dio biblico che tutti conosciamo, ma tutto ciò che sfugge ai nostri occhi e che spesso rende la vita degna di essere vissuta. Le scienze, se ci pensate, cercando di spiegare tutto, rendono il mondo banale, tutto è giustificato. Possiamo sperimentare ogni giorno che esiste altro, una dimensione più fluida oltre la giustificazione del dato sensibile. Artur Danto diceva che nelle opere d’arte qualcosa sfugge sempre all’occhio, e questo capita anche nella vita, e sfuggono sempre le cose più importanti. Ecco...

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The Square parla di noi non dell’arte contemporanea

Il film “The Square” non vuole tanto criticare il mondo dell’arte contemporanea, perché è un mondo già “criticabile” di per sé, criticarlo in modo diretto e frontale sarebbe troppo facile e banale. Il film esprime invece quello che potremo chiamare “realismo cinismo”, ossia ci fa vedere come la profondità possa coesistere, e confondersi, con la superficialità, senza farci una morale precisa. In questa “piazza” che dovrebbe essere un santuario dell’ammmmore e della fratellanza, non ci entra mai nessuno. Come avviene nel vero sistema dell’arte contemporanea, i veri protagonisti sono i primi a non crederci. Anche se l’opera al centro...

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