“La nuova Vanessa Beecroft è Luca Rossi” Giacinto Di Pietrantonio

“Attento perchè nella cultura ebraica si ha un numero di parole limitato. Poi si muore” Massimiliano Gioni

“Da quando leggo il blog di Luca Rossi non mi dedico più alla pratica dell’arte ma solo alla teoria” Angela Vettese

“Ho fatto leggere gli articoli di Luca Rossi ai miei studenti” Andrea Lissoni

“Luca Rossi è la personalità artistica più interessante in Italia” Fabio Cavallucci

Arte Fiera e le Elezione Regionali in Emilia Romagna.

Potrebbe sembrare che Arte Fiera non c’entri nulla con le elezioni regionali, come potrebbe sembrare che l’arte contemporanea non c’entri nulla con la nostra vita di tutti i giorni. Sì, la vita, quella bella concreta; ma, se ci pensiamo, la nostra vita non sarebbe così divertente senza la “creatività”. Pensateci, tutte le cose che rendono la vita degna di essere vissuta hanno una bella dose di creatività dentro, il calcio, la fattura (interna) del nuovo Suv, le serie TV, le vacanze durante i ponti, la vita sul luogo di lavoro, l’amore, il basket, la settimana bianca, ecc. ecc.. Tutto. Ma nonostante questo l’arte contemporanea viene relegata a soprammobile, al limite ad una stramberia che trasforma una banana o una pallina di carta in denaro. Questo perchè l’arte contemporanea può diventare una palestra per allenare la nostra capacità di vedere e, molte volte, le persone NON vogliono “vedere”, soprattutto quando hanno collezionato troppi errori, e quindi è meglio “non vedere”.

Esattamente come molti collezionisti d’arte, che hanno comprato troppe “opere-errore”, non vogliono vedere la critica, anche quando questa è puntuale e ben argomentata. “Luca Rossi” nasce 11 anni fà proprio dal “vuoto critico” e “valoriale” che caratterizzava una certa sinistra che aveva, e ha, il monopolio nella gestione dell’arte contemporanea. Da quello stesso vuoto, evidenziato da tempi non sospetti, negli anni successivi sono nati i movimenti di protesta e sovranisti che, piaccia o no, hanno vinto più per assenza di avversari che per meriti loro. Il sistema dell’arte italiano, 11 anni fà, era già la cartina tornasole per la crisi odierna di una certa sinistra che oggi cerca di aggrapparsi ad una sardina in mezzo al mare. Ed invece avremo bisogno di vascelli poderosi o barche a vela veloci e ospitali. Non a caso questa sinistra dell’arte, impersonificata bene da Francesco Bonami, critica e stigmatizza la banana venduta per 120.000 dollari da Maurizio Cattelan, ma in 30 anni di carriera non è riuscita a promuovere e valorizzare reali alternative “alla banana”. Anzi, Bonami su UnoMattina si vanta di aver esposto negli anni 90′ una scatola da scarpe vuota che era ancora “meglio”, a dir suo, della banana di Cattelan. Ecco allora che la crisi della sinistra, che rischia di perdere l’Emilia Romagna, c’entra molto con la nostra capacità e incapacità di vedere. Chi 11 anni fà poteva fare qualcosa è oggi al sicuro nella sua Hammamet, o è “curatore di ruolo” in qualche museo internazionale. Vi aspetto a Bologna > 

 

 

Giacinto di pietrantonio intervista luca Rossi (Milano 2019, Galleria six) >>>

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SPAA – Società per Azioni Artistiche > se ne prende cura Giacinto Di Pietrantonio 

GALLERIA Enrico Astuni – BOLOGNA 

>>> Inaugurazione Venerdì 24 Gennaio 2020  ORE 18:00  > con
Carla Accardi, Cuoghi Corsello, Alberto Garutti, Peter Halley,
Suzanne Lacy, David Medalla, Luca Rossi

“Luca Rossi” tra i 10 migliori artisti degli ultimi 30 anni >>> clicca qui

LA CRITICA, LA LOTTA, IL FUTURO. LUCA ROSSI

In Italia, c’è una figura di notevole interesse nel panorama dell’arte contemporanea: Luca Rossi, artista/collettivo critico, curatore, blogger, personaggio controverso che lavora anche con l’anonimato, una sorta di Anonymous del Sistema dell’Arte (dove l’ego sembra non esistere più e dove chiunque può essere Luca Rossi), dove “processualità critica”, spazio virtuale (quello creato da internet) e quello reale sembrano non avere più confini e mischiarsi in un tutt’uno. 

Oggi giorno l’individuo esperisce una sorta di “non esperienza”, nel senso che la maggioranza del suo tempo viene speso nel navigare nella “rete”  e  molto di questo lo sta portando ad una “nuova memoria-senza memoria” ad “un’assimilazione passiva e a-critica” e questo Luca sembra saperlo davvero bene. Luca ci ricorda i riferimenti storici ed artistici, il nostro passato, cosa vuol dire essere critici e attivi, lottare per mantenere una propria autenticità e districarsi in un mondo che ha più l’aspetto di un grande Mc Donald.

Ci siamo stupiti di quanto Il lavoro di Luca sia seguito da molti curatori, artisti anche in Europa, molti dei quali scappati dall’Italia. Luca è considerato l’unica voce critica fuori dal coro per il panorama attuale italiano. 

La cosa preoccupante è che Rossi, nonostante il suo lavoro sia ampiamente e verbalmente riconosciuto, non venga ancora considerato da istituzioni e realtà italiane. La cosa è emblematica e la dice lunga su cosa vale in Italia rispetto all’essere dei “veri artisti”.

Un panorama italiano che si trascina da forse più di 10 anni, portando artisti “copia ed incolla”, ripetizioni infinite di progetti con sempre gli stessi nomi, decretando implicitamente una fine dell’arte contemporanea.  (OAX Platform)