If You Don’t Understand Something Search For It On YouTube

 various material, var. dim. 2013.

Arsenale (Venice Biennale)  

“Rather than suffering or resist it by inertia, global capitalism seems to have made own flows, speed, nomadism? So we have to be even more mobile. Do not force us, and force us to greet the stagnation as an ideal. Is the world imaginary dominated by flexibility? We invent new meanings for it, inoculate the long term and the extreme slowness in the heart of the speed rather than oppose it rigid and nostalgic postures. The strength of this style of thought lies in operational protocols: to develop a nomadic thought that organizes itself in terms of circuits and experiments, and no permanent installation. We have to oppose to the precarious experience a resolutely precarious thought that fits and infiltrates in the same networks that suffocate us.”

Nicolas Bourriaud

I progetti IMG rappresentano una sorta di resistenza e di anticorpo alla Dittatura del “Mi Piace” e al sistema che ci spinge ad esprimerci ad ogni costo, a produrre contenuti. Se infatti oggi non siamo buoni social media manager (non sappiamo gestire i nostri social) sembriamo quasi NON ESISTERE. I social network ci fanno sfogare, ci illudono di poterci esprimere liberamente, ma si tratta della libertà di parlare in una piccola stanza con altre 100 persone che parlano contemporaneamente. Questo equivale a NON ESPRIMERSI e quindi a non esistere effettivamente. Ma allo stesso tempo siamo costretti a esprimerci, diversamente sembriamo non esistere. Una sorta di “dittatura dell’espressività” che ha effetti molto simili alla dittature che nel corso del secolo scorso impedivano la libertà di espressione.

Fin dal 2009 molti progetti di Luca Rossi vivono nella loro documentazione. In una fase storica dove la creazione di immagini provoca una sostanziale anestetizzazione e dove sembra più importante condividere che vivere le esperienze, ho cercato di radicalizzare questa tendenza limitandomi ad installare le opere d’arte direttamente sulla immagini di documentazione. Mi sono reso conto che l’installation view non diventava altro che la nostra dimensione privata, il luogo in cui guardiamo queste immagini, casa nostra, l’ufficio, la metropolitana ecc.

Nel 2013 Luca Rossi ha partecipato per la prima volta alla Biennale di Venezia stando immobile dove si trovava. In modo elementare ha realizzato un fotomontaggio della scritta IMG 3733 all’interno di un’immagine classica dell’Arsenale di Venezia. La sigla andava ad integrarsi con l’architettura e il titolo era “se non capisci una cosa cercala su YouTube”. Questa immagine è stata poi diffusa su internet ritenendo sufficiente anche solo immaginare queste enormi lettere installate all’Arsenale.

Nel caso delle sigle “IMG” il gioco diventa interessante perché l’opera apre ad una playlist di video che non sarebbe possibile vedere in nessun altro modo.

Il titolo pone lo spettatore in una dimensione attiva e non permette la sua superficialità.

La superficialità dello spettatore lo mantiene completamente fuori dall’opera. Ogni opera non rappresenta tanto l’ennesima opera d’arte ma una modalità per ordinare e selezionare i contenuti che vengono prodotti in modo bulimico ogni giorno in tutto il mondo. Ogni opera del progetto IMG rappresenta una chiave per resistere e opporsi alla dittatura dell’algoritmo. Questo perché permette di accedere in modo esclusivo a playlist di video che sono necessariamente inaspettate e non conformi ai nostri gusti e a “quello che ci piace”. I dipinti IMG, per esempio, che presenteremo anche a fine gennaio presso la galleria Astuni di Bologna, sono concettuali e figurativi allo stesso tempo, sono minimali e “generosi” allo stesso tempo. Sono opere immobili ma lo stesso tempo mobili in quanto ogni giorno, ogni ora, saranno diverse. Questa “mobilità immobile” è molto significativa rispetto al nostro tempo e assomiglia molto a quella condizione che viviamo quando, con il nostro cellulare,crediamo di vedere cose e fare esperienze anche se rimaniamo fermi dove siamo. 

Questi video vengono prodotti ogni giorno nel mondo e caricati su YouTube senza dare loro un titolo specifico (tipo per esempio “giornata al mare”) e assumono quindi direttamente il titolo alfanumerico che viene conferito dal cellulare. Quindi per ogni combinazione di quattro numeri davanti a IMG, ogni giorno, avremo una playlist in continua crescita. Questi progetti non rappresentano tanto un’opera d’arte quanto una modalità per selezionare e ordinare le opere, i contenuti e le informazioni prodotte in modo abnorme ogni giorno. Questo progetto rende evidente come non abbiamo bisogno di esprimerci, lo facciamo fin troppo, ma abbiamo bisogno di interstizi di solitudine e silenzio per dire finalmente qualcosa di vero.

Queste enormi installazioni, spesso solo immaginate (nel 2016 anche sulla Luna) e i dipinti realizzati per la prima volta nel 2019 (Galleria SIX, Milano), rappresentano proprio questi interstizi di solitudine e silenzio rispetto una sovra produzione di informazioni che sta portando una fondamentale anestetizzazione.

Questo non solo dal punto di vista della quantità ma soprattutto della qualità.

Infatti l’algortitmo di internet tende sempre a proporre contenuti che, in base alla nostre scelte precedenti, dovrebbero piacerci; secondo alcuni filosofi contemporanei questa tendenza porta l’uomo a nutrirsi solo con cose uguali a se stesso, mentre l’uomo cresce e migliora quando incontra l’altro e il diverso.

Se seguiamo il suggerimento del titolo, nei progetti IMG, avremo ogni giorno una playlist di contenuti necessariamente non conformi ai nostri gusti e alle nostre aspettative..

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If You Don’t Understand Something Search For It On YouTube

 acrlylic on canvas, 70x70 cm. (Galleria SIX, Luca Rossi 2019)

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If You Don’t Understand Something Search For It On YouTube (photomontage version)

 video, 2017.

Alta Badia Valley (Smach 2017)

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