Comedian, banana, scotch, Maurizio Cattelan 2019. 

Le lingue di Luca Rossi  7 gomme da cancellare + prova d’artista, Luca Rossi 2018.

Albero Angela (7 video sulla pallina di carta), Luca Rossi 2019. 

Diciamolo subito, la cosa peggiore che poteva capitare alla banana di Maurizio Cattelan è che nessuno la comprasse. Quindi il gallerista deve subito dichiarare che le tre banane disponibili sono state tutte vendute a costo di farle comprare da un suo amico. Il fatto che le banane siano state vendute per un totale di 260-300 mila euro è fondamentale per far diventare l’operazione un caso di cui parlare. 

Detto questo l’opera di Cattelan è la cosa migliore che ha realizzato l’artista dal 2001, 18 anni fa, quando presentò HIM, la scultura di Hitler in ginocchio. E stiamo parlando di un artista emerso negli anni 90′, 30 anni fà. Sempre recentemente abbiamo sentito parlare di Banksy altro artista capace di far parlare di sè (con l’opera che si è autodistrutta a metà dopo essere stata battuta all’asta per un milione di dollari). Ma anche Bansky unisce intuizioni del seoclo scorso, unisce Warhol a Keith Haring e ad un pizzico di “impegno politico” alla Beuys. 

Detto questo la banana di Cattelan li merita 120.000 dollari, mentre Banksy forse non merita il suo milione di dollari. Ma il dato è una crisi dell’arte contemporanea che si trascina dal 2001, anno dopo il quale non vediamo più emergere a livello internazionali artisti realmente interessanti. Nella nostra recente selezione dei migliori 10 artisti emersi negli ultimi 30 anni, su 11 selezionati solo 2 donne e solo 3 artisti sono emersi dopo il 2001: uno è già in declino, un’altra ha fatto solo un buon padiglione germania nel 2017 e un altro è confinato in Italia e pure ostracizzato dal sistema. 

Ma quali sono i motivi di questa crisi? Direi 2 principalmente:

 1) Da 30 anni lentamente la critica d’arte ha lasciato il passo ai curatori d’arte e al loro protagonismo che spesso sfocia in narcisismo e attitudine para -artistica senza essere artisti. Penso a Biesenbach con la mostra narcisa su Bjork o Farronato con il suo padiglione italia che presentava sostanzialmente una sua installazione con artisti del tutto accessori. Ma il risultato in questi casi è un vuoto sostanziale in quanto un curatore-NON-artista presenta artisti deboli.  Ma questa sparizione dei critici d’arte, termine polveroso (ma servirebbero critici-divulgatori brillanti e aggiornati) ha fatto perdere le ragioni e le motivazioni del contemporaneo. Quindi sia per il pubblico che per il mercato non viene sviluppata una reale cultura del contemporaneo e i più giovani per salvarsi si mettono a elaborare e copiare il passato (sindrome del giovane indiana jones che senza contenuti diventa ikea evoluta). I collezionisti cercano quello che hanno già negli occhi (pitturaccia tipo transavanguardia, arte povera e informale) o l’elaborazione del mercatino dell’antiquariato (Danh Vo o Haris Epaminonda).

 2) Il mondo dell’arte per prosperare non ha bisogno di qualità e pubblico perchè si basa su 4 fondamenti che non necessitano di questi due elementi. Quindi perchè sforzarsi se posso mettere una banana o una copia dell’arte povera (Arena) o dell’informale (Cenci) per avere successo?  O l’unione di arte povera e informale (penso ai carrotaggi dei Andreotta Calò)? A ottobre abbiamo fatto una mostra a Milano che sarebbe da libro di storia dell’arte ma gli addetti ai lavori, per incapacità o malafede, tendono a guardala come le mucche guardano il treno. 

Quindi la banana di Cattelan, come la nostra pallina di carta (vedi qui i video di Albero Angela > http://lucarossilab.it/alberto-angela/) oltre ad essere perfettamente in linea con il migliore Cattelan rende evidente questa crisi del sistema che può essere risolta solo sviluppando nuovo senso critico per migliorare la formazione degli artisti e la divulgazione su pubblico e collezionismo. Il collezionismo ha una grave responsabilità quando acquista opere truffa con prezzi completamente gonfiati: perchè incentivano percorsi deboli, spingono altri artisti giovani a seguire questi percorsi mediocri e precludono sostegno a ricerche veramente incidenti (che dopo anni di crisi, oggi forse non ce ne sono più). 

Dopo 10 anni di attività con Luca Rossi Lab siamo riusciti a far fondere e confondere tutti i ruoli del sistema in “Luca Rossi”. Questo ha permesso di essere indipendenti rispetto un sistema malato e sviluppare un linguaggio e un alfabeto capaci di affrontare i nodi del nostro tempo.

Un esempio su tutti il progetto Black Mirror che rappresenta una sorta di “attentato positivo” volto a ricostruire senso e significato. Ma potremo parlare della mostra da Galleria SIX, 7800, Gagosian Project 2019, Sénanque Project, ecc. ecc.

Quindi una speranza c’è, a patto che si ripensi al divulgazione (ci stiamo provando con Albero Angela) e la formazione di artisti, critici e curatori (ci stiamo provando con Skype Art Academy).  

 

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polistirolo, zucchero, formiche, sassi (Bocs Art Cosenza 2018).