La formazione di un nuovo governo non è per nulla scontata, nonostante i graffiti alla Banksy che nella capitale ritraggono un bacio “alla francese” tra Salvini e Di Maio. Fa riflettere pensare come la politica italiana, nell’ennesimo atto di auto-castrazione, abbia cambiato una legge elettorale che solo 5 anni fa avrebbe permesso la governabilità immediata. Ma si sa che in politica, almeno nella politica italiana, se non si può vincere meglio far saltare il tavolo da gioco e non permettere a nessuno di vincere, ossia governare. Se ci pensate questo menù limitato e queso impasse mettono fortemente sotto pressione l’idea di democrazia. E forse certi artisti dissidenti, come per esempio Ai Weiwei verso la Cina, dovrebbero imparare da certe “dittature evolute”, in cui la democrazia non c’è ma si vede. 

Per questa profonda mediocrità di tutta l’offerta politica italiana, io non ho votato. Anche il dictat morale che “bisogna andare a votare se no sono gli altri che decidono” è una grande truffa mediatica: una bassa affluenza alla urne è un messaggio che stimola i partiti, andare a votare, al contrario, significa dire “andate bene così, continuate pure a prenderci in giro”. L’opposizione al Movimento 5 Stelle, che si alza soprattutto dalle ali radical del “centrosinistra” (quelli che hanno votato la Bonino per votare il PD senza votare il PD) ripercorre la grande stagione fallimentare dell’anti-berlusconismo.  Ossia essere anti-qualcosa senza proporre un programma politico diverso (semmai di sinistra) ma aggrappandosi al pettegolezzo: Di Maio stuart allo stadio, la critica al populismo (per poi scoprire che tutti lo usano in politica per definizione), ai master che non esistono, alle mancate lauree, al Presidente della Camera Roberto Fico che si fa fotografare in autobus, e così via. Hanno vinto i partiti che hanno saputo differenziarsi, seppure con una proposta politica opinabile e semplificata all’interno di un tweet. Ma siamo nel 2018. Per vincere le elezioni politiche devi avere una proposta politica diversa e alternativa e devi saperla comunicare in un tweet. E devi saper usare anche i simboli: è ovvio che il Presidente della Camera Roberto Fico non ha preso, e non prenderà, sempre l’autobus, ma prendendolo e facendosi fotografare realizza una sorta di “performance artistica”, manda un messaggio efficace e chiaro a tutti gli italiani. Sta comunicando, mentre gli altri non lo sanno fare.

Ma prima di comunicare bisogna avere qualcosa di interessante e diverso da comunicare. Forza Italia e Partito Democratico, a parte alcune sfumature necessarie per differenziarsi e legittimare ancora la propria presenza, sono sostanzialmente forze identiche, nè di destra e nè di sinistra ma pronte ad un galleggiamento dal colore assolutamente neutro. Nel 2018, la politica adottata negli Stati Moderni può essere soltanto una, soprattutto all’interno di sovra-organizzazioni e alleanze, come per esempio l’Unione Europea. Possono cambiare alcune dettagli, ma la sostanza sarà solo una, sia che governi la “destra”, la “sinistra” o il Movimento 5 Stelle. La cosa veramente urgente e necessaria, ma che questa politica fa fatica a fare, è quella di avere il prima possibile un governo, qualunque esso sia, che possa dare stabilità e adempiere agli obblighi amministrativi. Se invece cercate cambiamenti radicali sappiate che lo spazio politico più rilevante è all’interno della nostra vita privata, come a dire che il vero parlamento è intorno a casa nostra. Le decisioni che sapremo prendere dentro a questo spazio, ma non è facile meglio delegare oneri e responsabilità, vale dieci e venti volte la decisione di un Capo di Stato.