Month: November 2017

The Square parla di noi non dell’arte contemporanea

Il film “The Square” non vuole tanto criticare il mondo dell’arte contemporanea, perché è un mondo già “criticabile” di per sé, criticarlo in modo diretto e frontale sarebbe troppo facile e banale. Il film esprime invece quello che potremo chiamare “realismo cinismo”, ossia ci fa vedere come la profondità possa coesistere, e confondersi, con la superficialità, senza farci una morale precisa. In questa “piazza” che dovrebbe essere un santuario dell’ammmmore e della fratellanza, non ci entra mai nessuno. Come avviene nel vero sistema dell’arte contemporanea, i veri protagonisti sono i primi a non crederci. Anche se l’opera al centro...

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Where you want, when you want

Luca Rossi > Dove vuoi quando vuoi > Galleria T293 > Roma       “Invece che subirla o resistervi per inerzia, il capitalismo globale sembra aver fatto propri i flussi, la velocità, il nomadismo? Allora dobbiamo essere ancora più mobili. Non farci costringere, obbligare, e forzare a salutare la stagnazione come un ideale. L’immaginario mondiale è dominato dalla flessibilità? Inventiamo per essa nuovi significati, inoculiamo la lunga durata e l’estrema lentezza al cuore della velocità piuttosto che opporle posture rigide e nostalgiche. La forza di questo stile di pensiero emergente risiede in protocolli di messa in cammino: si tratta di elaborare un pensiero nomade che si organizzi in termini di circuiti e sperimentazioni, e non di installazione permanente, perennizzazione, costruito. Alla precarizzazione dell’esperienza opponiamo un pensiero risolutamente precario che si inserisca e si inoculi nelle stesse reti che ci soffocano.” Nicolas Bourriaud> Da “Il Radicante”               Con i polpastrelli della mano sinistra    materiali vari, 2017.                                                                         Se non capisci una cosa cercala su You Tube    lettere 50x50x5 cm, ceramica nera di Castelli (Abruzzo), supporti in plexiglass, 2017.                    ...

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TEXT > The audience doesn’t exist anymore: where you want, when you want Il Selfi-Influenced, il pubblico non esiste. 2017 is, according to the New York Times e non solo, the best year in human history. Never, as in the contemporary age, all over the world, there are signs of well-being and democracy so high. While modern states only carry “floating policies”, the only “political space” for a change (if we really need it) is our private, micro and local dimension. The problem is no longer express ourself, we do it too much. Il problema non è trovare un modo affinché le persone possano esprimersi, lo fanno fin troppo. Bisogna piuttosto trovare interstizi di solitudine e silenzio affinché loro possano dire finalmente qualcosa di vero. The artist, commonly defined, must inevitably take a step backwards. On the other hand, the public no longer exists: in selfie there is a significant coincidence of artwork, author and (first) spectator.                 Democracy, with the tips of left hand fingers various material, Quirinale 2017.     Really the “museum” is “where you want and whenever you want. The art piece you see is installed at the Quirinale, it’s not in Rome, but it’s always where you are and when you want. The art piece only lives in your private, lonely and silent dimension. At the moment...

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