I migliori 50 artisti contemporanei italiani e le loro quotazioni (finalmente) attendibili (AGOSTO 2020

di Luca Rossi

 

Cosa succede se incrociamo la ricognizione critica che ho fatto nel 2014 su Artribune con la lista dei 100 artisti italiani “su cui puntare” pubblicata da Milano Finanza? E cosa succede se a queste due liste uniamo i risultati d’asta REALI e un giudizio critico aggiornato ad agosto? Ecco i migliori 10 artisti contemporanei italiani. In alcuni casi non viene raggiunta la sufficienza a testimoniare una crisi dell’arte contemporanea italiana e internazionale. 

Siamo partiti dal presupposto oggettivo che il 98% del mercato è determinato dalle case d’asta. Come prezzi di riferimento abbiamo preso i risultati dell’asta di Philips curata nel 2015 da Francesco Bonami e di tutte le comparse che gli artisti italiani hanno avuto nelle aste internazionali. Abbiamo anche tenuto conto delle valutazioni di Milano Finanza, per quanto fatte su dichiarazione degli stessi artisti, galleristi e collezionisti.

La lettura critica dei percorsi degli artisti, rispetto al presente e ad una proiezione futura, ha avuto poi un ruolo importante nel riposizionare il prezzo. Tale lettura affronta in modo critico la relazione tra: intenzioni dell’artista (altre opere, dichiarazioni, titoli, materiali ecc), contesto (politico, sociale e culturale), e opera in sé. Tale relazione è messa poi in rapporto con la storia dell’arte. 

Una lista finalmente attendibile dei migliori 10 artisti contemporanei italiani rispetto al loro percorso e le quotazioni raggiunte. 

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Andreotta Calò Giorgio 4000- 10.000 euro 

Anche lui remixa codici del passato, giocando con un immaginario, mentre avremo bisogno di modi. Perché non Harry Potter? Spesso troppo debitore di Long o Matta-Clark. Biennale 2011 pesantemente insufficiente, con la sua voce retorica che spiegava il lavoro, che era una passeggiata dall’Olanda a Venezia. Se è una passeggiata non va raccontata, se no è un racconto in filo diffusione. Molto aiutato dalle pubbliche relazioni. Ultimamente sempre più retorico e legato a codici passatisti o immaginari cupi e un po’ tristi. Benino padiglione italia 2017, molto meno bene receentmente rende rossa la luce dentro una chiesa in olanda. 

Voto 4 

   

Bertolo Luca 5000-10.000 euro 

La pittura è la terza via. La cornice costringe necessariamente a consapevolezza.

Voto 6

   

Beecroft Vanessa 5000- 80000 euro

Come Botto e Bruno, prigioniera di una sola idea, poi attualizzata scivolando in un certo classicismo. Ma l’idea era più buona di quella di Botto e Bruno. Confusa, perduta SCENDE

Voto 5

  

Cuoghi Roberto 3000-10.000 euro

Anche lui garuttino, conosciuto per la performance in cui cercava di diventare come suo padre. A distanza di anni, anche quel lavoro sembra più debole. Nel 2000 ha continuato a sviluppare un certo immaginario cupo, distaccato e un filo inquietante. Interessante quando riporta questo nelle tecniche. Ma poi ultimamente anche lui perso nelle citazioni dei sumeri, e in digressioni un po’ forzate come la scultura fuori controllo all’ultima Biennale. Anche lui drogato di pubbliche relazioni. Bel lavoro alla Biennale 2017, momento di lucidità dopo tanta confusione e debolezza sostenute dal Clan Cattelan (Gioni-Alemani-De Carlo- Zero). SALE

Voto 5

 

 

 

Cattelan Maurizio 25.000- 400.000 euro

Una percorso di vent’anni divisibile in due decadi, meglio la prima. Ma comunque coerente con un linguaggio che gioca a fare il giullare-asino di corte. Uno dei nipotini di Duchamp e Warhol. Una giusta dose di provocazione e pubbliche relazioni permettono di comunicare in un mondo che tende a essere assopito. Ultimamente un po’ troppo inconsistente, forse stanco. I vassoi di Toilet Paper non li doveva fare, e poi le sciarp di musei. Ripreso un po’ con la retrospettiva a Parigi e il cesso d’oro al Museo Guggenheim, ma flop a Manifesta 11. Ultimamente anche modello. Scomposto nella mostra di Gucci in Cina. SCENDE

Voto 8

  

Alberto Garutti 5000- 18.000 euro

Grande maestro dei garuttini di prima, seconda e terza generazione. Ha contribuito, forse non volontariamente, tra Anni Novanta e Anni Zero, a creare canali chiusi e privilegiati che hanno, da una parte, cristallizzato precocemente i suoi alunni (Perrone, Berti, Galegati, Frosi, Grimalid, Rubbi, Tuttofuoco) e dall’altra parte soffocato altri artisti fuori da questa cerchia. Il risultato è che, al di là dei garuttini, la situazione italiana è anche peggiore. Il suo lavoro contribuisce alla scesa dal piedistallo di arte e artista, per andare incontro al pubblico. Come dice lui, con atteggiamento “etico e amoroso“. Esprime sicuramente una temperatura specifica. A volte troppo ruffiana e opportunista, quasi sembra che ti voglia prendere in giro da quanto vuole andare incontro al pubblico. Ultimamente un poco dimenticato dalla scena nazionale e internazionale. I curatori sono moto attenti a promuovere se stessi, gli astisti vengono dopo. SCENDE

Voto 5

 

 

 

Rossi Luca 1,00 – 15.000 euro

Dal 2009 l’unica voce veramente critica e indipendente sulla scena artistica italiana, questo ovviamente ha un grosso prezzo in termini di pubbliche relazioni, ma in questo modo solo “chi lo ama lo segue”. Da questa lettura critica disincantata discende una progettualità artistica non convenzionale e tante iniziative per avvicinare il pubblico al contemporaneo. SALE

Voto 7,5

Sal Luis (–) 

Youtuber con oltre un milione di folowers. Crea video debitori di molta arte anni 90′ in modo efficace e personale. Restituisce il senso “fatto in casa” e digitale del nostro tempo. 

Voto 8

 

 

 

Stingel Rudolf 50.000 – 700.000 euro

Propone finalmente un’ikea evoluta matura e rigorosa. Asciutta perfetta per il mercato internazionale.

Voto 7 

 

Vezzoli Francesco 5000- 150.000 euro

Studia a Londra e ammette il fascino per la generazione di Hirst e degli YBAs – Young British Artists. Finisce per proporre una Pop Art Vintage, che riprende vecchie glorie/cariatidi, mischiandole con il glamour hollywoodiano e le delicatezze cool da pomeriggio con la nonna. Un misto che appunto restituisce un gusto del vintage estremamente di moda in diversi settori. Troppo debitore della cultura pop in operazioni facili facili e didattiche: prendiamo Lady Gaga, facciamola limonare con Michael Douglas mentre il padre Kirk li inonda di fiori in una location ispirata all’antica Roma (il padre Kirk è interpretato dall’ultima star uscita da Hollywood, non importa chi sia). Grande mostra alla Fondazione Prada dove diventa finalmente curatore-artista. SALE

Voto 5