Un sistema dell’arte sano esiste quando esiste un dialogo tra artisti, critica e pubblico. In italia non esiste critica e il pubblico è fatto da addetti ai lavori, curiosi e pochi collezionisti strabici tra il mercato interno (usato per arredare la casa al mare senza andare al’ikea) e le aste internazionali vere autorità per sapere quali opere su cui investire e avere una rendita futura.

La critica italiana è fatta dai rumors, dalle mafiette che aiutano l’amico, da “addetti ai lavori” precari che fino a ieri facevano i web designer, laureati in filosofia, disoccupati o laureati in lettere….siamo messi male.

Il prezzo di un’opera dovrebbe contenere il suo valore artistico.

Dopo aver fatto una faticosa ricognizione di tutti gli artisti italiani emersi tra il 1990 e il 2017: http://lucarossilab.it/2017/04/29/arte-italiana-27-anni/

Vorrei, quasi per gioco, passare in rassegna i 100 artisti che Giacomo Nicolella Maschietti, indica come le promesse di domani. In classifica ci sono anche artisti ultra cinquantenni….quindi non si capisce benissimo. Ma precediamo:

Airò Mario (classe 1961)

Opere delicate, una sorta di arte povera leggera con innesti di brevi frasi poetiche. Senza una linea definita, inconsistente. Voto 4

Alterazioni video

Gruppo di giovani volenterosi, giocano su caos formale e concettuale del nostro tempo, anche loro legati a manierismi e cliché visti e stravisti. Voto 5

Andreoni Giulia

praticamente sconosciuta (innesto di amici di amici)

Stefano Arienti

Anche lui arte povera anni 90, con carta, pongo, forature e cancellazioni. Sicuramente segna un alfabeto con levità. Voto 6

Barbieri Olivo

non valutabile, lavoro confuso.

……

è un elenco fatto a caso….con innesti di amicizie e di soliti noti…..impossibile continuare. Forse domani.