Il 98% degli artisti che dopo il 2001 hanno una galleria di livello o aiutano gli arredatori di interni ad arredare case o contribuiscono a dubbi investimenti o speculazioni. Contenti loro. 
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Dopo il 2001 per definire un’opera o un percorso artistico di valore servono anni.
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Ricevo domande e richieste da artisti. Vedo alcuni che usano le mie diagnosi di questi anni, per potersi continuare ad ammalare. Come uno che prende il digestivo ma poi mangia e beve come un pazzo.
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Quindi usano come pazzi le pubbliche relazioni, citano come pazzi il passato per essere accettati, e semmai vanno a vivere a New York, perché scrivo sempre che un artista come Cattelan è partito da New York e non dall’Italia. Ma oggi non è più così! I migliori master internazionali in arte contemporanea non assicurano più nulla. Il contesto è cambiato e chi cerca di copiare strade novecentesche e convenzionali è spacciato. Ma Forse le grandi opere d’arte post 2001 sono Facebook e gli artisti, hanno superato il travaglio anni 90 o l’ansia da riconoscimento del sistema, e sono gli Elon Musk. 
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Molti giovani si fissano con il fare l’artista perché non hanno alternative. Semmai possono contare sulla vendita della casa dei nonni e quindi ci provano ad ogni costo. Ma non siamo più negli anni ’90, oggi, nel migliore dei casi finisci a proporre “ikea evoluta” o a fare grandi sorrisi protetti da curatori o galleristi che cercano di difendere l’indifendibile. Ma ripeto, meglio questa vita, tra il vetrinista di lusso e il PR da discoteca, rispetto a fare un lavoro normale di 8 ore al giorno, senza prospettive e aperitivi. 
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Esiste un modo diverso per fare l’artista. Non una ricetta segreta ma una consapevolezza tra intenzioni, contesto e progetto. Come “Luca Rossi Campus” ci siamo inventati un accademia via Skype per raccontare e insegnare questo: https://lucarossicampus.com/accademia-arte-contemporanea/