HUO: Ho visto Summer Show 2015/2017. Le opere disegnate direttamente dentro lo spazio sono essenziali. Spazzano via tante cose inutili del mondo dell’arte: viaggi, aperitivi, pubbliche relazioni, speculazioni, biennali, ecc. Mi piace il parallelo che fai tra la scrittura sulle caverne e il mouse tattile di Apple. Esattamente per questo sono così efficaci.

Come si pongono i tuoi interventi alla Tate Modern e alla Fondazione Prada con i problemi di attualità, spesso molto attraenti per l’arte contemporanea?

 

LR: Gli artisti spesso vivono un “senso di colpa”, come se il medico, il muratore o il cuoco per fare un buon lavoro dovessero parlare di immigrazione, crisi sociali o altro. Quello che mi sembra interessante è trovare soluzioni all’interno di uno schema rigido. Questo allenamento diventa utile sia nel vedere i problemi di attualità che la nostra vita quotidiana. Penso che l’arte sia una palestra e un laboratorio per allenare e sperimentare la nostra “capacità di vedere”.
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HUO: Tre su sei interventi di “Summer Show 2015/2017” sono stati realizzati nel 2017. Mentre le opere alla Tate e alla Fondazione Prada mantengono una natura volutamente ambigua, nel 2017 ogni intervento ha una componente che potremo dire “vera” e “reale”.
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LR: L’intervento pensato per Smach 2017 realizza “dal vero” un progetto del 2013 (Biennale di Venezia 2013) che è stato declinato in diversi contesti e sempre in una dimensione simile ai due interventi di cui abbiamo parlato. Ma poi ritorna ad una dimensione maggiormente fluida (i micro universi a cui l’opera da accesso), quella che mi piace definire come una shizzofrenia tra esperienza diretta, esperienza mediata, oggetti e immaginazione. 
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HUO: L’intervento all’interno della Biennale di Venezia 2017 non possiamo vederlo, in quanto è necessario acquistare un documento PDF per vedere, ed eventualmente, visitare l’opera. Ultimamente lavori spesso sul passaggio dall’idea di “monumento” a quella di “documento”, potremo dire che anche gli interventi di cui abbiamo parlato poco fà, vivono questo passaggio. Perché lo ritieni così importante?
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LR: L’idea di passare dal monumento, inteso come qualcosa di costruito e permanente, all’idea di documento, come qualcosa di più fluido e adattabile, mi sembra una soluzione resiliente ed antifragile nell’affrontare la contemporaneità. Si tratta di un passaggio che anche il popolo ebraico dovette fare quando in una situazione di emergenza fu costretto a lasciare la propria terra, passando così dall’idea di “monumento” a quella di “documento”.
Chiedo l’acquisto di un documento PDF perché voglio rendere chiara questa scelta. Mi sembra che tale scelta apra ad una dimensione di libertà e di opportunità moto importante oggi.
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HUO: Con Thermal Refuge inviti ad uno soggiorno in una Spa ottenuta all’interno di un rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale a Porretta Terme. In questo caso il documento PDF non basta.
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LR: Non basta ma è necessario per vivere il progetto in modo completo. Lo spazio di  riflessione e decompressione che offre Thermal Refuge non è diverso dagli spazi di silenzio e solitudine che viviamo davanti ad uno schermo. Mi interessa sempre installare ogni opera in questa dimensione privata, micro e locale. Mi sembra un gesto profondamente politico, perché una scelta fatta in questo spazio vale 10-20 volte la scelta di un Capo di Stato. 
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HUO: Anche secondo me è molto interessante questa tua scelta, le mostre oggi tendono a diventare automaticamente “luna park per adulti” o spazi dove fare aperitivo. Con il tuo lavoro tagli fuori la dimensione pubblica e convenzionale dell’opera d’arte per scegliere la dimensione privata di ognuno di noi. Mi sembra uno “spazio museale” su cui è molto interessante lavorare.
VISITA ADESSO “SUMMER SHOW 2015-2017”: http://lucarossilab.it/2017/07/05/summer_show_luca_rossi/