The way, the path.

an action, images documentation.
Sénanque Abbey, France 2013.

You are wondering why to photograph an empty case. The same thing was asked of dozens of tourists who a few months ago were heading to the ticket office of the Abbey of Senanque, one of the most visited tourist sites in the world. Hundreds of people with buses and private vehicles arrive in Gordes to visit the famous Cistercian Abbey. As easily imaginable every religious sense, every spirituality, are limited and suffocated by dozens of selfies, from the shouting of school children, from the tight times required by guided tours that seem true “assembly lines”. But here is a hope on the way to the ticket office, an empty case used to support a card with visiting hours. Just move the visiting hours to see, protected under the glass of the case, an empty space, finally a decompression time. A pause from the incessant flow of mass tourism. That “emptiness” is not a void and must be stopped and documented. The action of photographing the case becomes a sort of flash mob, a candy camera against many tourists who begin to slow down, to rub their eyes, until they get to photograph themselves that mysterious emptiness.

Un vuoto che, a ben vedere la documentazione fotografica, non è propriamente un vuoto: dalla teca emerge un micro universo, un paesaggio. Le tipiche venature dei giardini Zen, una fessura, un piccolo oggetto proprio sul bordo, ma invisibile a uno sguardo distratto. Figure eteree che si manifestano riflesse dentro le teca. Frammenti di colore bianco e un piccolissimo Tao visibile solo attraverso il macro della fotografia. In questo caso potremo dire che l’esperienza mediata che possiamo fare nel silenzio e nella calma della nostra vita quotidiana, restituisce un’esperienza molto più interessante e completa rispetto all’esperienza diretta. Gli stessi monaci hanno rifiutato di mantenere esposta ufficialmente questa teca, perché controbattono come non sia possibile esporre nell’abbazia simboli “non cristiani”. Ma per i monaci stessi la teca è vuota, cosa contiene allora la teca di “non cristiano”? Non si tratta forse dello stesso “vuoto” in cui la religione stessa ci chiede di credere? Vedo questa candy camera all’Abbazia di Sénanque come fosse un “attentato positivo”, volto a ricostruire il senso di quel luogo piuttosto che distruggere e uccidere centinaia di turisti. Un modo per far “rallentare il passo” e “stropicciare gli occhi” e riscoprire una dimensione spirituale che vada oltre le etichette religiose. Perché di questa dimensione abbiamo bisogno. Ossia una sensibilità nuova che ci permetta di fare tanti “attentati positivi” fino a migliorare le cose.